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Aria condizionata, attenzione a filtri e temperatura - 19/06/2017

Roma, 19 giugno 2017 – Caldo e afa in ufficio? Meno male che c’è l’aria condizionata. Ma attenzione, con getti troppo ‘ghiacciati’ e filtri d’aria non accuratamente puliti, possono manifestarsi problemi di salute legati alla climatizzazione.
 
La possibile diffusione di microrganismi da parte degli impianti di condizionamento, infatti, è correlata principalmente a una non corretta manutenzione. Anche una regolazione della temperatura su valori eccessivamente bassi può determinare l’insorgenza di svariati effetti nocivi per la salute dell’uomo. Nella stagione calda, invece, la differenza di temperatura dell’aria tra l’esterno e l’interno non deve superare il valore di 7 °C, l’umidità relativa deve essere compresa tra il 40 e il 50%, mentre la temperatura interna deve essere mantenuta tra i 18 °C e i 20 °C.
 
Un punto critico sull’utilizzo dei condizionatori è la cura. E’ dimostrato che il 70% dei problemi legati alla qualità dell’aria nell’ambiente di lavoro è conseguenza della scarsa o assente manutenzione. I condotti dell’aria, gli impianti canalizzanti e le bacinelle di raccolta della condensa raccolgono, infatti polvere, sporcizia, microrganismi e fumo di sigaretta. Divengono così terreno fertile per la proliferazione di batteri, muffe e virus. La Legionella pneumophilia e gli Actinomiceti sono i microrganismi più conosciuti legati allo scarso stato di pulizia del refrigeratore.
Questa va effettuata prima dell’accensione dell’impianto: basta una volta al mese e senza prodotti specifici.
 
Per quanto riguarda i condotti dell’aria, è sufficiente una manutenzione approfondita ogni 3-4 anni, servendosi di un’impresa specializzata.