Osservatorio Salute: in Italia troppe differenze tra i vari territori - 22/02/2018

Roma, 22 febbraio 2018 – L’Italia è un Paese dove si vive a lungo e che possiede una delle migliori assistenza sanitarie in Europa. Tuttavia le risorse impegnate in questo ambito sono tra le più basse registrate nel Vecchio Continente e sono necessari nuovi sforzi per preservare e rendere più equo e sostenibile il sistema sanitario nazionale. E’ questo, in estrema sintesi, il giudizio espresso dall’ Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e contenuto nel documento “Le disuguaglianze di salute in Italia”. Il report evidenzia le forti differenze riscontrate nel nostro Paese. Per esempio nel 2017 in Campania gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3, mentre nella Provincia Autonoma di Trento gli uomini mediamente sopravvivono 81,6 anni e le donne 86,3. Allargando lo sguardo a livello internazionale l’Osservatorio evidenzia anche le disuguaglianze maggiori rispetto al livello di istruzione si riscontrano per i sistemi sanitari di tipo mutualistico, dove si osserva che la quota di persone che sono in cattive condizioni di salute è di quasi 15 punti percentuali più elevata tra coloro che hanno titoli di studio più bassi. L’Italia ha il livello di disuguaglianza minore dopo la Svezia, avendo 6,6 punti percentuali di differenza tra i meno e i più istruiti. “I dati – commenta l’Osservatorio – testimoniano senza dubbio che la sfida futura del SSN sarà quella di contrastare le persistenti disuguaglianze con interventi e politiche urgenti. Tra questi i più rilevanti dovranno riguardare l’allocazione del finanziamento alle Regioni, attualmente non coerente con i bisogni di salute della popolazione; l’accessibilità alle cure, ancora molto difficile per alcune fasce di popolazione, da risolvere con soluzioni mirate a mettere in rete tutte le strutture, ospedaliere e territoriali, e governare centralmente gli accessi in base all’appropriatezza degli interventi e all’urgenza degli stessi”.