Osservasalute: Italia a due velocità, al Sud si muore prima - 24/04/2018

Roma, 24 aprile 2018 - L’Italia è sempre più un Paese a due velocità anche dal punto di vista della salute. Rispetto alla media continentale si muore meno per tumori o malattie croniche ma nelle Regioni di Sud si riduce l'aspettativa di vita. E’ questa la fotografia scattata dall’ Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell'Università Cattolica di Roma. Per quanto riguarda nello specifico la situazione degli anziani della Penisola ben il 30% degli over 65 ha molta difficoltà o non è in grado di usare il telefono, prendere le medicine e gestire le risorse economiche, preparare i pasti, fare la spesa, svolgere attività domestiche leggere e occasionalmente attività domestiche pesanti. Tali prevalenze si attestano al 13% nella classe di età 65-74 anni, al 38% per gli anziani tra i 75-84 anni e al 69% tra gli ultra ottantacinquenni. Da ciò si evince una richiesta di aiuto e una difficoltà di gestione della quotidianità. “La problematica è destinata a riguardare sempre più anziani - sostiene Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane -. Le proiezioni per il 2028 indicano, infatti, che tra gli ultrassesantacinquenni le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi saranno circa 1,6 milioni e quindi 100mila in più rispetto a oggi. Ci troveremo di fronte a seri problemi per garantire un’adeguata assistenza agli anziani, in particolare quelli con limitazioni funzionali, perché la rete degli aiuti familiari si va assottigliando a causa della bassissima natalità che affligge il nostro Paese da anni e della precarietà dell’attuale mondo del lavoro che non offre tutele ai familiari caregiver”.