OMS: investire sulla lotta alle malattie croniche aiuta l’economia - 18/05/2018

Roma, 18 maggio 2018 – Aumentare gli investimenti nella cura e prevenzione delle malattie croniche può favorire l’economia. Se i Paesi più poveri del mondo lo facessero entro il 2030, potrebbero guadagnarci 350 miliardi di dollari e salvare più di 8 milioni di vite. E’ questo il calcolo svolto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel rapporto 'Salvare vite, spendere meno: una risposta strategica alle malattie non infettive'. Per ogni dollaro investito per aumentare gli interventi su questo fronte nei paesi a basso e medio reddito, il ritorno alla società sarebbe di almeno 7 dollari, in termini di maggiori posti di lavoro, produttività e aspettativa di vita. "Il messaggio di questo rapporto è ottimistico - commenta il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Lottare contro le malattie croniche è un'opportunità per migliorare la salute e l'economia". Se tutti i paesi agissero in questo modo, il mondo riuscirebbe a raggiungere l'obiettivo di ridurre di un terzo entro il 2030 le morti premature da malattie croniche, che ogni anno uccidono nel mondo 41 milioni di persone. Tra gli interventi più efficaci a parità di costo, l'OMS indica l'aumento delle le tasse su alcol e tabacco, la riduzione delle quantità di sale negli alimenti, il dare farmaci e assistenza a chi ha avuto un ictus o un infarto, vaccinare le ragazze tra i 9 e 13 anni contro il papilloma virus e fare lo screening per il cancro del collo dell'utero alle donne tra i 30 e 49 anni. I paesi a basso e medio reddito sono quelli che pagano il tributo maggiore in termini di morti premature: quasi 7,2 milioni delle 15 milioni di persone che ogni anno muoiono per le malattie croniche tra i 30 e 70 sono dei paesi più poveri. Attualmente le risorse economiche impiegate a livello globale per queste malattie sono molto limitate, meno del 2%. Per migliorare il quadro basterebbe spendere 1,27 dollari in più a persona l'anno.