Obesità, scoperto l'ormone che raddoppia il rischio - 2016-05-13

Roma, 13 maggio 2016 – E’ stato scoperto un ormone intestinale che raddoppia il rischio di obesità. E’ la neurotensina, che rallenta il metabolismo e che quindi induce il corpo a bruciare meno calorie. E’ quanto sostiene un team di scienziati statunitensi della Kentucky University. La nuova scoperta potrebbe portare alla creazione di una pillola (o inizione) che riduce l’ormone e quindi anche il grave eccesso di peso. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature ed è stato condotto su 4.632 uomini e donne svedesi. I partecipanti con più alti livelli di neurotensina sono stati quelli con il doppio delle probabilità di essere obesi nella mezza età, rispetto a quelli con livelli più bassi dell'ormone. L’ormone controlla l'appetito e viene rilasciata dall'intestino dopo un pasto. L'ormone è stato collegato anche allo sviluppo del cancro al seno, del diabete e delle malattie cardiache. Questo, invece, è il primo studio a trovare un legame con l'obesità. Ora i ricercatori sperano di utilizzarlo come bersaglio per i trattamenti dell'obesità. Hanno infatti già dimostrato che i topi con una carenza di neurotensina sono maggiormente protetti dall'obesità e dal diabete, compresi quelli alimentati con una dieta ricca di grassi. Ulteriori esperimenti condotti sui topi e sui moscerini della frutta hanno permesso di scoprire che l'ormone inibisce l'attività di un enzima chiave chiamato AMPK, che regola il metabolismo. Si ritiene che questo "percorso molecolare" sia frutto dell'evoluzione in quanto favorirebbe l'assorbimento efficace dei grassi ingeriti. 
 
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