Melanoma: "Ogni anno colpisce 2.260 under 40. Il 20% delle diagnosi. +17% di ricoveri in 8 anni fra i giovani, serve piu' prevenzione" - 2016-05-25

Roma, 25 maggio 2016 – Il melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo, colpisce persone sempre più giovani. Oggi il 20% delle nuove diagnosi, circa 2.260 casi nel 2015 in Italia, riguarda pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Una tendenza confermata anche dai ricoveri per questa malattia nel nostro Paese. Il maggior incremento dei tassi di ospedalizzazione in 8 anni (2001-2008) si è registrato negli over 81 (+34%), nei cittadini nella fascia di età 61–70 (+20%) e, sorprendentemente, proprio fra i 31–40enni (+17%). Le cause vanno ricondotte soprattutto a comportamenti scorretti, in particolare da bambini, perché le scottature solari gravi nell’infanzia possono aumentare il rischio. Alla “Lotta al melanoma” l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dedica un convegno nazionale oggi al Ministero della Salute. “Parte dalla prevenzione la battaglia contro questo tumore – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Nel nostro Paese nel 2015 sono stati stimati circa 11.300 nuovi casi (erano meno di 6.000 nel 2004, 7.000 nel 2010, 11.000 nel 2014). Il melanoma è in costante crescita, infatti le diagnosi sono quasi raddoppiate in dieci anni, particolarmente fra i giovani. Troppe persone si espongono al sole senza precauzioni e i bambini rappresentano l’‘anello debole’ della catena. Un richiamo da tenere in considerazione soprattutto in questi mesi, in cui molti italiani approfittano del fine settimana per stare all’aria aperta”. “È necessario - continua il prof. Pinto - proteggersi con creme solari e indumenti adeguati quando ci si espone al sole, evitando però le ore centrali della giornata (12-16). Inoltre non si devono utilizzare le lampade abbronzanti perché sono cancerogene come il fumo di sigaretta. E ancora, basterebbe un semplice esame della pelle eseguito da uno specialista una volta all’anno per individuare questo tumore nella fase iniziale, quando le percentuali di guarigione superano il 90%”. L’informazione rappresenta la prima medicina, per questo l’AIOM realizza con La Repubblica il portale “OncoLine” su Repubblica.it (www.repubblica.it/oncologia), un progetto reso possibile grazie a un educational grant incondizionato di MSD, con news e approfondimenti che spaziano dalla prevenzione alla ricerca fino alle ultime terapie contro tutti i tipi di cancro. “Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per controllare il melanoma nella fase metastatica – spiega il prof. Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma –. Questa neoplasia, per la sua particolare sensibilità all’azione del nostro sistema immunitario, ha rappresentato il candidato ideale per applicare il nuovo approccio rappresentato dall’immuno-oncologia. I farmaci immunomodulatori, che agiscono contro bersagli specifici per favorire la risposta immune, hanno infatti dimostrato di migliorare la sopravvivenza dei pazienti e in alcuni casi è possibile parlare di cronicizzazione della malattia. Un risultato impensabile prima dell’arrivo di queste terapie, visto che la sopravvivenza mediana in stadio metastatico era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalità a un anno del 75%. In particolare pembrolizumab, un inibitore del ‘checkpoint’ immunitario PD-1, molecola coinvolta nei meccanismi che permettono al tumore di evadere il controllo del sistema immunitario, ha dimostrato di allungare in maniera significativa la sopravvivenza. Un aspetto particolare riguarda il tempo di latenza. Al contrario di quanto avviene nella chemioterapia, nell’immuno-oncologia l’iniziale progressione di malattia non va interpretata come un fallimento del trattamento. La risposta clinica può infatti essere osservata anche proseguendo la terapia, quindi in fasi tardive”. 

 
Nell’era dell’immuno-oncologia cambia la classificazione del tumore. “Nella lotta alle neoplasie si stanno aprendo nuove strade per somministrare la terapia giusta al paziente giusto – continua il prof. Ascierto –. Il ‘Pascale’ è stato il secondo centro al mondo a studiare l’immunoscore dopo l’INSERM (National Institute of Health and Medical Research) di Parigi. È un esame innovativo che probabilmente permetterà in futuro di selezionare in anticipo i pazienti che risponderanno all’immuno-oncologia. Questa tecnica può essere applicata non solo nel melanoma, ma in tutte le neoplasie in cui è dimostrata l’efficacia di questo nuovo approccio. L’ostacolo da superare per debellare il melanoma è rappresentato da un’incompleta e parziale comprensione del tumore e della sua biologia immunitaria, nei cui confronti tuttavia si sono registrati recentemente importanti progressi. L’altro fronte da approfondire è quello della combinazione delle terapie per rendere questa neoplasia una malattia cronica, con cui il paziente può convivere per tutta la vita, come avvenuto in passato con l’HIV e con altre patologie infettive come la tubercolosi”. Una corretta informazione può evitare l’insorgenza del melanoma con i consigli per una appropriata esposizione solare, soprattutto per i più giovani. “Non esistono solari in grado di garantire una protezione totale – sottolinea il prof. Pinto -, inoltre va considerato che esiste un tempo di esposizione massimo oltre il quale bisogna stare all’ombra”. 
Anche a livello istituzionale la sensibilizzazione, soprattutto di giovani e giovanissimi, sui rischi legati all’eccessiva esposizione alle radiazioni UV è ormai una priorità, al punto di essere diventata parte integrante del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018. “La prevenzione primaria rappresenta davvero un’arma efficace per contrastare l’insorgenza di questi tipi di tumore - afferma Federico Gelli, Membro della Commissione Salute alla Camera dei Deputati -, proprio per questa ragione ho deciso di essere il testimonial istituzionale di un’altra campagna di prevenzione primaria sul melanoma, ‘Il Sole per Amico’, realizzata dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), in collaborazione con AIOM. Il mio ruolo come membro del Parlamento - aggiunge l’Onorevole Gelli - m’impone però di andare oltre e di individuare strumenti legislativi che consentano un reale accesso alle cure. Nella passata legge di stabilità è già stato istituito un fondo ad hoc per i farmaci innovativi che oggi deve essere rinforzato per garantire che le nuove opportunità terapeutiche siano disponibili anche per tutti i malati oncologici. E’ bene, però, essere realistici: le risorse a disposizione, per loro natura, non sono inesauribili, è pertanto necessario individuare nuove soluzioni che consentano un maggiore controllo della spesa. Mi riferisco, in particolare, alla medicina di precisione che, attraverso l’utilizzo di biomarcatori, consente il massimo grado di appropriatezza prescrittiva e quindi la possibilità di individuare a priori il farmaco giusto per il paziente giusto”. “La parola ‘cancro’ è stata per lungo tempo quasi impronunciabile, sostituita spesso con ‘male incurabile’, per indicare una malattia che non lasciava scampo – sottolinea l’Avv. Elisabetta Iannelli, segretario FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) -. La ricerca negli ultimi anni ha compiuto progressi importanti, rendendo cronica una patologia complessa, con enormi risvolti economici e sociali. È un dato di fatto che di tumore si muore sempre meno, grazie a terapie innovative e a massicce campagne di prevenzione e informazione. La cronicizzazione della malattia, se ha risolto alcuni problemi, ha però aperto altre questioni, ad esempio il reinserimento nella società delle persone guarite, che rivendicano il diritto di tornare a un’esistenza normale”. 
 
L’AIOM ha scelto Domenico Fioravanti, campione olimpionico di nuoto, come “portavoce” dei messaggi chiave per non bruciarsi la pelle con il melanoma. “Lo sport può aiutare la scienza a trasmettere i consigli della prevenzione al maggior numero possibile di persone, in particolare ai giovani – afferma Domenico Fioravanti -. Rappresentiamo un esempio per i ragazzi. Questo ci dà grandi responsabilità. Possiamo far capire loro quali siano i comportamenti positivi da imitare e quali quelli negativi da eliminare. È con grande piacere e onore, quindi, che ho deciso di partecipare a un’iniziativa così importante”. “Siamo orgogliosi di supportare questo progetto di informazione che ci porta a collaborare con una prestigiosa testata giornalistica e con gli oncologi italiani – conclude la dott.ssa Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia –. Abbiamo l’obiettivo ambizioso di migliorare le condizioni di salute e il benessere della comunità. Ogni giorno ci impegniamo per scoprire, sviluppare e rendere disponibili trattamenti innovativi per aiutare, in maniera efficace ed efficiente, quei pazienti che purtroppo sono colpiti da malattie gravi e di forte impatto sociale. E ci impegniamo per supportare la prevenzione attraverso la promozione di stili di vita corretti, arma vincente per sconfiggere il cancro”.
 
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