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Melanoma: funziona la combinazione Nivolumab e Ipilimumab. Efficace a lungo termine e riduce del 52% la dimensione del tumore - 2016-06-07

Chicago, 7 giugno 2016 – La combinazione delle terapie immuno-oncologiche è la strada da seguire per rendere il melanoma una malattia cronica, con cui il paziente può convivere tutta la vita. L’associazione di nivolumab e ipilimumab ha permesso di ottenere una sopravvivenza libera da progressione significativamente più lunga, tassi di risposta obiettiva più elevati e una riduzione notevole del volume del tumore. Questi risultati emergono dallo studio di fase III Checkmate -067, che ha coinvolto 945 pazienti, presentato al 52° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) che si chiude oggi a Chicago. “La combinazione nivolumab e ipilimumab ha dimostrato un beneficio clinico prolungato con una riduzione del 58% del rischio di progressione della malattia rispetto a ipilimumab in monoterapia, mentre nivolumab in monoterapia ha dimostrato una riduzione del rischio del 45% rispetto a ipilimumab in monoterapia – spiega il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia al ‘Pascale’ di Napoli -. Inoltre con l’associazione di queste due armi si raggiunge fino al 58% di risposta obiettiva, rispetto ad esempio al 44% ottenuto con la monoterapia con nivolumab e al 19% con ipilimumab. La risposta obiettiva rappresenta un importante indicatore dell’efficacia del trattamento, strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza. Significativa anche la riduzione del volume tumorale, pari al 51,9%, rispetto sia alla monoterapia con nivolumab (34,5%) che a quella con ipilimumab (5,9%)”. Nel 2015 in Italia sono stati stimati quasi 11.300 nuovi casi di melanoma in Italia. L’incidenza della malattia è da anni in costante ascesa sia negli uomini (+3,2%/anno) che nelle donne (+3,1%/anno). E 129mila persone vivono dopo la diagnosi (43% uomini). “A Chicago stati presentati anche i risultati di un’analisi post-hoc dello studio di fase III CheckMate -069. Sono state osservate risposte durature con il regime di combinazione in un sottogruppo di pazienti che hanno interrotto la terapia a causa degli eventi avversi correlati al trattamento. Queste risposte erano in linea con quanto emerge nella nella popolazione generale”.